Biomasse, bando POI Energie rinnovabili e risparmio energetico

Il Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali – ha adottato il bando per interventi di attivazione di filiere produttive delle biomasse, secondo la Linea di attività 1.1 del POI Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera c) del decreto ministeriale del 23 luglio 2009.

Le risorse finanziarie disponibili per l’attuazione degli interventi di cui al presente decreto sono pari a 100 milioni di euro a valere sulla dotazione finanziaria assegnata all’Attività 1.1 “Interventi di attivazione di filiere produttive che integrino obiettivi energetici ed obiettivi di salvaguardia dell’ambiente e dello sviluppo del territorio” del POI Energia.

Nell’ambito della suddetta dotazione finanziaria complessiva, una quota massima pari a 70 milioni di euro è destinata alla costituzione, presso il Soggetto gestore, di un Fondo rotativo il cui utilizzo è finalizzato alla erogazione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato di cui all’articolo 9.

SCADENZA
Le domande vanno presentate nella finestra che va dal 18/03/2012 al 17/04/2012

TERRITORI INTERESSATI
Unità produttive ubicate nelle Regioni Campania, Calabria, Puglia, Sicilia

SETTORI ECONOMICI AMMISSIBILI (ATECO 2007)
Manifatturiero (Sezione C), compresi gli impianti di fabbricazione di biocarburati
Produzione di energia elettrica (sezione D), biometano e calore alimentati da biomasse
Alcune attività di servizi (magazzinaggio, logistica, ricerca scientifica, raccolta e trattamento rifiuti industriali, depurazione acque di scarico)

BENEFICIARI
Piccole, medie e grandi imprese
Consorzi con attività esterna di cui agli artt. 2612 e seg CC
Società consortili di cui all’art. 2615-ter CC

I soggetti dovranno rappresentare l’intera filiera delle biomasse oggetto del programma di investimento.

Per tutte le altre informazioni su interventi ammissibili e modalità di accesso consulta la Scheda informativa.

Il nuovo sito sui contratti di sviluppo, www.contrattidisviluppo.it

I contratti di sviluppo, introdotti dall’art.43  del d.l. 112/2008 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008), rappresentano una evoluzione dei contratti di programma e dei contratti di localizzazione, pur contenendo alcuni elementi di novità rilevanti e distintivi che fanno dei contratti di sviluppo un nuovo strumento di intervento in favore delle imprese.

Come per i contratti di programma, lo scopo principale dei contratti di sviluppo è di favorire l’attrazione di investimenti anche esteri e la realizzazione di progetti di sviluppo d’impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno in particolare.

Nel nuovo sito www.contrattidisviluppo.it creato da Mendelshon potrete trovare una descrizione approfondita della nuova normativa a sostegno dello sviluppo e tutte le notizie e gli aggiornamenti utili sulla sua applicazione.

I Contratti di Sviluppo, uno strumento per la crescita

Finalmente i Contratti di Sviluppo. Il 29 settembre scorso è stato aperto lo sportello per la presentazione delle proposte progettuali a valere sul nuovo strumento dei contratti di sviluppo.
Sono state presentate circa 120 proposte, il 50% delle quali riguardano investimenti nel turismo. Le risorse a disposizione per questo settore sono in questo momento circa 400 milioni di euro, riservati alle regioni ‘convergenza’, vale a dire Puglia, Campania, Calabria e Sicilia.
Le risorse per le altre regioni del sud verranno a breve reperite su altri capitoli di spesa (fondi FAS, ulteriori fondi PON, risorse derivanti dalle revoche eseguite sulla vecchia legge 488/92).
Alla domanda se i fondi saranno sufficienti a garantire l’efficacia e la vita dello strumento di finanziamento, Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, ci ha risposto che le risorse saranno cospicue nei prossimi anni. Ci ha anche assicurato che i tempi riportati nella legge saranno effettivamente rispettati: si tratta di soli 190 giorni dalla data della presentazione dell’istanza a quella della firma del contratto di sviluppo tra l’impresa e Invitalia. Tempi di assoluto rilievo se si pensa agli anni nei quali molti contratti di programma hanno giaciuto sui tavoli del Ministero.
In particolare nel settore turistico, tutti noi operatori dello sviluppo del territorio ci auguriamo che le istruttorie siano quanto più rigide possibili e premino solamente i progetti che portano effettivo sviluppo al nostro settore. Questi progetti godranno di una corsia preferenziale anche per l’ottenimento dei permessi per la loro realizzazione, assumendosi Invitalia il compito di indire conferenze di servizi per un’accelerazione delle procedure e per evitare che agli interventi validi vengano messi i bastoni tra le ruote per motivi estranei al merito industriale.
Ci auguriamo nel contempo che i criteri di selezione dei progetti siano chiari a tutti: cantierabilità, bancabilità, mercato, capacità di gestione, dovrebbero costituire elementi imprescindibili per la valutazione da parte degli esperti di Invitalia.
Per quanto riguarda l’intervento delle regioni, alcune di esse si sono già espresse favorevolmente, come la Basilicata, altre, come la Puglia, rimangono alla finestra, in attesa di vedere come lo strumento verrà gestito e se sarà possibile applicare ad esso gli stessi criteri di selezione ‘a monte’ (delle vere e proprie barriere) che la regione ha previsto per l’accesso ai propri strumenti di finanziamento (Titolo II, PIA Turismo, ecc.).
Il nuovo portale www.contrattidisviluppo.it è nato con il preciso scopo di mettere a disposizione di tutti un continuo monitoraggio sull’evoluzione di questa straordinaria opportunità di sviluppo per il Sud. Ma chiederemo anche il contributo qualificato di tutti coloro che autorevolmente saranno coinvolti nella gestione di questa occasione di crescita.

Paolo Previati

Toscana – Protocolli localizzativi per la realizzazione di programmi di sviluppo industriale

Con i Protocolli Localizzativi vengono definite intese tra la Regione e soggetti privati finalizzate a favorire la crescita sostenibile e la qualificazione del tessuto produttivo regionale mediante la realizzazione di programmi di sviluppo industriale di particolare rilevanza strategica, aventi contenuti innovativi, di dimensione significativa, e in grado di produrre occupazione aggiuntiva. Scadenza: fino ad esaurimento fondi.

Possono beneficiare degli aiuti le imprese che operano in attività dei settori industria e servizi di cui alle seguenti sezioni delle attività economiche ATECO 07:
C
- attività manifatturiere
J - servizi di informazione e comunicazione limitatamente alle categorie 58, 59, 61 e 62 e alle classi 63.11, 63.12 e 63.99
M - attività professionali, scientifiche e tecniche limitatamente alle categorie 70.22, 71.11, 71.12, 71.20, 72.11, 72.19, 74.10 e sub categoria 74.90.2 [Leggi tutto...]

Lombardia – Finanziamenti agevolati per nuove attività imprenditoriali

La Regione attraverso la L.R. 22/06, favorisce ed incentiva l’avvio di nuove attività imprenditoriali, di lavoro autonomo ed indipendente, attraverso l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato per attività che hanno sede legale ed operativa in Regione Lombardia. Scadenza: Domande fino ad esaurimento risorse.

La gestione del Bando è affidata a Finlombarda Spa.

Il contributo è riservato ai soggetti che alla data di presentazione della domanda, sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • Nuove imprese costituite in forma di società di persone e/o di capitale composte per i 2/3 da giovani in età dai 18 ai 35 anni compiuti e/o da donne e/o soggetti svantaggiati di cui art. 2 punti 18) e 19) del REG. CEE 800/2008.
  • Nuove ditte  individuali e imprese familiari operanti esclusivamente nel settore manifatturiero classificazione ATECO 2007 C e dei servizi alle persone:  classificazione ATECO 2007 L, M, N e S96
  • Nuovi STUDI ASSOCIATI e società professionali operanti in settori tecnico-scentifici classificazione ATECO 2007 M  71 e 71.2 (attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche)
  • Nuove imprese costituite a seguito di spin-off universitari (costituiti da universitari o con la partecipazione di università).
  • Nuove imprese allocate presso Incubatori di impresa.
  • Nuove imprese operanti nel settore dei servizi di cura per l’infanzia classificazione ATECO 2007 Q 88.91.

Le nuove imprese costituite in forma societaria potranno essere partecipate da persone giuridiche purché la percentuale di partecipazione di queste non superi il 25% del capitale. [Leggi tutto...]

Lazio – Aiuti per la creazione e sviluppo di PMI

La legge regionale 29/96 al capo II, tende a sostenere la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, anche al fine di promuovere settori di economia sociale.

Beneficiari sono le PMI, definite secondo la disciplina comunitaria, aventi sede ed operanti nel territorio regionale, costituite in forma societaria da non oltre un anno dalla presentazione della domanda, da soggetti in maggioranza residenti nella regione, ivi comprese le cooperative di produzione e lavoro e quelle sociali finalizzate all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 8.11.1991, n. 381. Scadenza: sempre aperta.

La maggioranza dei soci deve essere composta da soggetti appartenenti a una o più delle seguenti categorie:
a) persone maggiorenni che, al momento della presentazione della domanda, non abbiano compiuto trentasei anni e iscritti da almeno 6 mesi ai centri per l’impiego; donne non dipendenti non pensionati e senza partita IVA
b) lavoratori iscritti nelle liste di mobilità o da queste decaduti per decorrenza dei termini;
c) lavoratori sospesi perché eccedentari nell’ambito dell’impresa con diritto al trattamento straordinario di integrazione salariale;
d) soggetti iscritti alle liste di collocamento della Regione Lazio da più di due anni;
e) donne, in particolare nubili, separate o divorziate e con figli a carico;
f) lavoratori svantaggiati secondo quanto indicato all’articolo 4 della legge 381/1991;
g) altre categorie deboli sul mercato del lavoro eventualmente individuate con delibera della commissione regionale per l’impiego,
g bis) persone in esecuzioni penale detenute o internate ovvero ammesse al lavoro esterno, compresi i familiari di primo grado, ex detenuti e gli immigrati.

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Aiuti per aree in crisi siderurgica ed industriale – L. 181/89 e L. 513/93

Possono beneficiare delle agevolazioni le società di capitali (piccole, medie o grandi imprese) economicamente e finanziariamente sane, che svolgono attività estrattive, manifatturiere, di costruzioni, di produzione e distribuzione di energia elettrica, di vapore e acqua calda e di servizi, queste ultime costituite sotto forma di società regolari, che intendono promuovere programmi di investimento nell’ambito di proprie unità produttive ubicate nelle aree e dei distretti di grave crisi industriale. Scadenza: sempre aperta.

Settori di intervento:  Industrie estrattive, manifatturiere, di costruzioni, di produzione e distribuzione di energia elettrica, di vapore e acqua calda e di servizi alle imprese manifatturiere

Con D.M. 24/03/10 (G.U.I. n. 134 del 11/06/10), il Ministero ha stabilito una metodologia che consenta di definire ed aggiornare il sistema territoriale nazionale delle aree e dei distretti di grave crisi industriale cui applicare gli interventi agevolativi (come disposto dall’articolo  2,  comma  7,  della legge 23 luglio 2009, n. 99).

In particolare, la metodologia adottata consente  (si rimanda alla lettura del  D.M. 24/03/10 allegato alla presente scheda per i criteri tecnici d’individuazione) d’individuare  :

  • le Aree di grave crisi industriale
  • le aree o distretti con situazioni di crisi industriale complessa

Nel D.M. 24/03/10 è stabilito che il Ministero ogni tre anni procede alla revisione  dell’elenco  dei  Comuni  ricompresi  nelle  aree  e   nei distretti in situazione di grave crisi industriale. [Leggi tutto...]

Crisi industriali: reindustrializzare è la parola chiave

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (11 giugno 2010) il decreto (in attuazione dell’art. 2 della Legge Sviluppo) per la riforma degli interventi di reindustrializzazione nelle aree e nei distretti in crisi.

La riforma prevede un sistema di monitoraggio statistico basato su:

  • l’introduzione di un metodo di individuazione delle aree in crisi
  • la definizione delle aree di crisi complesse e la disciplina del procedimento di sottoscrizione dell’accordo di programma per la loro soluzione (che può contenere elementi innovativi rispetto al quadro degli strumenti incentivanti vigenti)
  • analisi statistiche sugli interventi di reindustrializzazione

“L’obiettivo – ha affermato Stefano Saglia, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico con delega alla gestione tavoli aziende in crisi – è di assicurare l’efficacia e la tempestività delle iniziative di reindustrializzazione nelle aree di crisi e situazioni complesse che hanno un impatto significativo sulla politica industriale nazionale”. [Leggi tutto...]

Redevelopment of the Termini Imerese industrial center

Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A., (the Italian Agency for Inward Investment Promotion and Enterprise Development), as advisor to the Italian Ministry for Economic Development, is selecting one or more initiatives aimed at the complete reconversion of the Termini Imerese industrial center, which is the current location of Fiat Group Automobiles S.p.A., and which shall cease production on 1 January 2012.

The Termini Imerese industrial center is located at the center of the Mediterranean Sea on the northern coast of Sicily just a few kilometers from the Termini Imerese commercial port, and around 70 kilometers from Palermo airport, and it has good logistics infrastructures. The FIAT group manufacturing site occupies an overall area of 426,355 square meters, including buildings with 176,323 square meters of space. The buildings contain the offices, dressing rooms, canteen and other services, as well as the production facilities for steel bodywork, painting and vehicle assembly.

Anyone interested in this site is invited to submit one or more proposals to Invitalia for the reconversion of the Termini Imerese industrial center as described in the “Invitation to express interest in the redevelopment of the Termini Imerese industrial center”, and by following the instructions contained therein for filling out “FORM 1 – Expression of Interest” and “FORM 2 – Non-disclosure Agreement” .

Any clarification and/or information regarding the above may be requested by sending specific queries to the following e-mail address: termini.imerese@invitalia.it.

See also the ITALIAN VERSION

Termini Imerese – Focus su 5 delle 25 manifestazioni di interesse

Tre riguardano l’automotive, uno il settore dei media ed uno il comparto agricolo. Per la riconversione del Polo industriale di Termini Imerese si cominciano a delineare ipotesi di soluzioni e, dopo il previsto bando internazionale, entro novembre ci sarà la short list definitiva di ulteriori iniziative sull’area. Per ora al Ministero dello Sviluppo Economico sono giunte 25 manifestazioni di interesse, come è emerso oggi nella riunione del tavolo di confronto, presenti per il dicastero Giuseppe Tripoli, capo del Dipartimento per le Imprese e l’internazionalizzazione, e Andrea Bianchi, direttore generale per la politica industriale e la competitività; l’assessore Marco Venturi della Regione Siciliana; Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia; i rappresentanti di Fiat Group SpA, degli enti locali e delle parti sociali.
Arcuri ha illustrato lo stato di avanzamento dell’attività dell’advisoring effettuata ad oggi da Invitalia (il cui incarico di consulenza è stato formalizzato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico lo scorso 12 maggio). Dopo aver esaminato le 25 manifestazioni d’interesse sinora pervenute, Invitalia sta ora vagliando 5 piani preliminari di impresa. Tre di questi riguardano iniziative nel settore automotive, uno nel settore media e uno nel settore agricolo. L’occupazione prevista dal complesso dei progetti attivabili è sufficiente ad assorbire le risorse attualmente impegnate nello stabilimento. [Leggi tutto...]